FTSE Mib\FTSE Ita All-Share: potenziamento bullish in uscita dai Tempi Marzo\Aprile 2026 al doppio Giugno 2026 & Agosto 2026, ultimi crocevia prima dei Timing Primari Marzo\Luglio 2027
Contenuto riservato agli abbonati. Effettua il LOGIN o clicca qui per dare un'occhiata ai nostri Piani di Abbonamento.
Lungo Periodo: Negli ultimi anni il mercato italiano ha progressivamente modificato la percezione che molti investitori internazionali avevano maturato nel decennio precedente. Dopo essere stato a lungo considerato un listino caratterizzato da crescita modesta, elevata sensibilità al debito pubblico e limitata presenza di grandi realtà tecnologiche, il FTSE Mib ha beneficiato di una fase storica contraddistinta dal rafforzamento patrimoniale del sistema bancario, dal miglioramento della redditività degli istituti finanziari e dal ritorno di interesse verso comparti tradizionalmente sottopesati nei grandi portafogli internazionali. Una circostanza che ha contribuito a riportare l’attenzione sul mercato locale, favorendo una progressiva rivalutazione di asset che per lungo tempo erano rimasti ai margini dei principali flussi di investimento. Tuttavia, al di là delle considerazioni economiche e settoriali, l’analisi temporale aveva evidenziato da anni come il ritardo accumulato dai listini di Milano rispetto agli altri principali benchmarck occidentali, potesse rappresentare un elemento di debolezza destinato a una futura fase di recupero decennale, come anticipato più volte in questa sede. Nel precedente focus dedicato al FTSE Mib si continuava infatti ad evidenziare come la borsa italiana fosse entrata nella fase più importante del recupero storico avviato dai cicli 2020\2022\2023, con attese di nuovi massimi anche sui perpetui FTSE Mib (sul derivato & suo sottostante) e FTSE Italia All-Share, in coerenza con il percorso tracciato anni fa da Maurizio Masetti grazie alla sua complessa elaborazione grafica e di dati dei Master Time Factor Ventennali, formulata nel lontano 2012. Utile ricordare quanto fosse un periodo storico certamente di poco interessante per i nostri listini, segnato da una fase pessimista e completamente opposta a quella corrente; come spesso accade – fase in cui si piantavano i veri semi della tendenza attuale, con un minimo significativo (2012) sul derivato perpetuo, superiore al relativo del 2009, ma in linea con le cicliche ventennali individuati da Maurizio in quegli anni. La circostanza che il medesimo evento non si sia registrato sul rappresentativo FTSE Italia All-Share ne ha causato differenti implicazioni, che hanno permesso di elaborare – in sinergia – diverse utilissime indicazioni temporali, disponibili in questa sede, che ne hanno giustificato la complessità maggiore affrontata dai listini del bel paese tramite individuazione di dinamiche evolutive, che lo hanno portato ad essere in questa fase il vero motore d’Europa potenzialmente fino al prossimo 2027. Il Timing Marzo 2026 segnalato nell’ultimo aggiornamento – ha contemporaneamente generato la pausa\correzione attesa, ma senza compromettere la struttura primaria; anzi, la contestualmente formazione di importante bottom di periodo 43.757, avvalorato dalla successiva ripartenza sopra 49.167 di FTSE Italia All-Share ne ha potenziato la forza del quadro evolutivo, portando il FTSE Mib *futures – in sinergia al sottostante FTSE Mib di riferimento – a nuovi massimi storici nel ciclo Giugno 2026 FTSE Italia All-Share P\T 52.654\44.974 – FTSE Mib 50.903\43.223. Nel precedente articolo del 28 Maggio 2025: “…con l’aspettativa di generare nuovi massimi storici anche sugli indici perpetui FTSE Mib e FTSE Ita All-Share entro il potente Timing Luglio 2027, in linea con le cicliche del Master Time Factor ventennale. Anche il Comit detrendizzato, infatti, si è reso protagonista di nuovi massimi storici raggiunti nel Gennaio 2025, come già avvenuto sul derivato FTSE Mib *rettificato dai dividendi nella seconda parte del 2023, mancando all’appello pertanto, i due indici perpetui di cui è atteso medesimo scenario, recuperando un ritardo di oltre 10 anni per la borsa Italiana, se comparata con gli altri listini occidentali…” così come del 26 Febbraio scorso: “…mancando ora all’appello il solo derivato perpetuo FTSE Mib ex FIB30, i cui massimi storici del 2000 si collocano poco sopra area 51.000 punti. Tali considerazioni – maturate all’interno dei potenti cicli vissuti nella prima parte del 2025 – hanno dapprima generato il noto stop rialzista\pausa correttiva in sinergia al Timing Gennaio-Marzo 2025, la cui uscita outside nel Q2 2025 ha ripristinato completamente il forte trend bullish, guidando gli indici italiani verso le finestre trimestrali Ottobre-Dicembre 2025 Comit P\T 50.004\41.480\33.676 e Gennaio-Marzo 2026 FTSE Italia All-Share P\T 47.582\30.302, perfettamente in linea con le precedenti attese. Le modalità di arrivo all’attuale Q1 2026 suggeriscono la possibilità di una nuova dinamica correttiva o fase di consolidamento per i panieri italiani. Il fatto che il trimestre in corso coincida anche con un doppio setup di chiusure – sul Comit detrendizzato e sul derivato FTSE Mib P\T Ch. 44.408 – enfatizza l’importanza di questa finestra. Una chiusura negativa del trimestre implicherebbe indicazioni di chiusura positiva del Q2 a fine Giugno, o viceversa…” le aspettative di nuovi massimi su tutti i panieri italiani presi ad esame sono state confermate dalla dinamica dei listini domestici, raggiungendo nuovi massimi storici a distanza di ventisei anni, e confermando come la chiusura negativa del primo
trimestre Q1 2026, anticipasse una “possibile” chiusura positiva nel Q2 2026, da validare al 30 Giugno 2026.

