FTSE Mib\FTSE Ita All-Share: Marzo 2026 Timing storico di Top con possibili aumenti di volatilità al ciclo Aprile 2026 & nuove indicazioni, in uscita, al tempo Giugno 2026
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Lungo Periodo: La dinamica borsistica degli indici italiani merita un’analisi distinta rispetto ai principali competitors internazionali. Dopo un ritardo decennale accumulato nei confronti dei benchmark globali – ad eccezione dell’Ibex di Madrid, che negli ultimi 26 anni ha mostrato una traiettoria più assimilabile ai listini domestici – il mercato italiano ha invertito con decisione la propria rotta grazie agli impulsi annuali generati in uscita dai cicli 2020 Comit P\T 20.085 (di estremi 27.679\15.498) e soprattutto dai molteplici Timing coincidenti nel 2022 FTSE Italia All-Share P\T 23.043 (di estremi 30.808\21.934). Le rispettive uscite rialziste sopra 27.679 (Comit) e 30.808 (FTSE Italia All-Share) hanno sprigionato un potente trend bullish di lungo corso, proiettando gli indici italiani tra le migliori performance finanziarie globali, in sinergia con il Nikkei giapponese e con i tecnologici statunitensi del Nasdaq, a partire dal minimo pandemico. Tali impulsi stanno accompagnando il mercato verso il Timing 2025 FTSE Mib *futures P\T 36.810 (di estremi 45.145\30.655), la cui uscita rialzista – già manifesta sopra 45.145 di derivato – continua a sostenere una dinamica annuale positiva, pur in presenza delle fisiologiche correzioni sui time frame minori, fino al ciclo atteso il prossimo 2027 FTSE Mib *futures P\T 58.282\42.945 – Comit 59.922\49.935 (a patto che vengano mantenuti i minimi del 2025). Questa traiettoria conferma con estrema precisione le indicazioni dei Master Time Factor Ventennali, individuati ed elaborati nel 2012 da Maurizio Masetti (Maestro di chi scrive). Proprio tali cicli gli hanno permesso di ipotizzare, con largo anticipo, la possibilità di un futuro rialzista di grande portata per gli indici italiani fino agli anni 2025-2027. Un’ipotesi allora controcorrente, formulata in un contesto di forte pessimismo generale, segnato dalle tensioni sullo spread e dalla crisi del debito sovrano scaturita dal crollo finanziario del 2008, sebbene il percorso non sia stato esente da criticità, portando l’Italia ad attraversare fasi complesse e più lunghe rispetto agli altri listini occidentali. Il ritardo decennale accumulato
rispetto ai mercati esteri si è riflesso infatti anche nell’economia reale, rendendo necessario attendere l’uscita ciclica dal 2022 perché la struttura potesse finalmente liberare tutta la potenza bullish rimasta latente per anni. La serie storica costruita da Masetti per i Master Time Factor Ventennali parte dal 1948 su base mensile e dal 1906 su base trimestrale, ed è il risultato di un imponente lavoro di rettifica proprietaria. Lo studio nasce dal vecchio indice Sole 24 Ore, prosegue con il Comit (introdotto nel 1973) fino all’infelice decisione di Intesa Sanpaolo di interromperne l’aggiornamento quotidiano dell’indice a base 100, per decenni riferimento prezioso e insostituibile. Grazie a successive rettifiche matematiche del Comit, riportato in continuità con l’attuale FTSE Italia All-Share – a seguito dell’incorporazione degli indici storici – è stato possibile preservare l’informazione originaria e garantirne la continuità analitica. Il caso italiano rappresenta dunque un unicum nello studio degli indici azionari: per un’analisi corretta è necessario integrare cinque listini differenti – gli ufficiali FTSE MIB e FTSE Italia All-Share, i derivati FTSE MIB futures (in doppia versione: perpetuo e *rettificato dai dividendi), oltre allo storico Comit. Non è questa la sede per approfondire nel dettaglio le ragioni di tale scelta metodologica, ma è sufficiente ricordare che masse di investitori differenti operano su strumenti e secondo logiche temporali diverse: i trader sui futures, gli investitori istituzionali sul sottostante in orari ufficiali. La conseguenza è evidente: il mercato italiano è strutturalmente più complesso da analizzare rispetto a indici come DAX, Dow Jones, S&P 500 o Nasdaq, che non richiedono l’utilizzo sistematico dei derivati come chiave di lettura, visto la scarsa utilità dei futures su quei mercati. Nel precedente articolo del 28 Maggio 2025: “…se l’uscita rialzista dal Timing Luglio-Settembre 2024, si sia effettivamente materializzata nel Gennaio 2025, dando un importante conferma bullish per gli anni a venire, il Timing Gennaio-Marzo 2025 ha creato, al contempo, le aspettative per un Top di Vendita\pausa correttiva, confermata dall’uscita sotto 35.991 di FTSE Ita All-Share, che ha creato le premesse per nuovi ingressi di ulteriore massa psicologica di investitori, determinando solo uno stop nel breve della dinamica rialzista in atto, visto il poderoso recupero in outside sopra 43.147, che indica ulteriore positività degli indici milanesi al ciclo Ottobre-Dicembre 2025 Comit-Ftse Ita All-Share P\T 50.004\41.480\33.676. Sarà poi tale uscita che incanalerà la dinamica evolutiva all’importante scadenza attesa nel primo trimestre Gennaio-Marzo 2026 P\T FTSE Ita All-Share P\T 47.582\30.302. Stiamo dunque assistendo in questa fase a un primo tentativo dei listini italiani di creare un solido pavimento evolutivo intorno il pivot 36.062, tentando di trasformare tale fascia di prezzo da importante resistenza a nuovo supporto\base evolutiva, con l’aspettativa di generare nuovi massimi storici anche sugli indici perpetui FTSE Mib e FTSE Ita All-Share entro il potente Timing Luglio 2027, in linea con le cicliche del Master Time Factor ventennale. Anche il Comit detrendizzato, infatti, si è reso protagonista di nuovi massimi storici raggiunti nel Gennaio 2025, come già avvenuto sul derivato FTSE Mib *rettificato dai dividendi nella seconda parte del 2023, mancando all’appello pertanto, i due indici perpetui di cui è atteso medesimo scenario, recuperando un ritardo di oltre 10 anni per la borsa Italiana, se comparata con gli altri listini occidentali…” venivano riportate le aspettative di nuovi massimi storici anche sui perpetui FTSE Mib (ex FIB30) e FTSE Italia All-Share, raggiunti da quest’ultimo alla data corrente in area 50.142,

